Trailer

Edo State Film Festival 2022 - Miglior Film in lingua straniera
Premio del Governatore per il Miglior
Lungometraggio Indigeno

Voci dei Boschi Film Festival 2022 - Miglior Documentario

Terni Film Festival 2022 - Miglior Montaggio

Student World Impact New York 2022 - Menzione d'Onore

Dubai Film Festival 2022 - Menzione d'Onore

Ariano Film Festival 2022 - Selezione Ufficiale

Festival del Cinema di Cefalù 2022 - Selezione Ufficiale

Ischia Global Film Festival 2022 - Selezione Ufficiale

Mestia Film Festival 2022 - Selezione Ufficiale

Madfa - Madrid Film Award 2022 - Selezione Ufficiale

Ciak Film Festival Fiuggi 2022 - Selezione Ufficiale

Cinemaking Film Bangladesh 2022 - Selezione Ufficiale

Lift-Off Pinewood 2022 - Selezione Ufficiale

Ostia Film Festival 2022 - Selezione Ufficiale

Piceno Cinema Festival 2022 - Selezione Ufficiale

Voce Spettacolo Matera 2022 - Selezione Ufficiale

Ekurhuleni Film Festival Sudafrica 2022 - Selezione Ufficiale

Capri Film Festival 2022 - Selezione Ufficiale

TRA CIELO E TERRA
Oggi è più facile andare sulla Luna a piedi che rifare la vita che faceva la gente 50 anni fa”, dice Dante, anziano abitante della piccola frazione di Castellonalto sulle montagne della Valenerina. Una vita dura ma semplice, fatta di lavori sfiancanti che i pochi abitanti delle frazioni di Castellonalto e Colleolivo ancora conducono, allevando mucche o coltivando la terra. È quello che racconta il regista Andrea Sbarretti in “Su queste montagne” che chiude la trilogia dell’Appennino dopo “Lontano da tutti”, film che racconta l’esilio di un uomo nei rilievi del Terminillo, e “Il lento inverno”, ambientato a Norcia e Castelluccio dopo il terremoto. Il regista segue i protagonisti nel loro quotidiano, raccogliendo i loro ricordi e le loro riflessioni sulla vita, sui cambiamenti della società, sulle loro esperienze. “Io avevo girato tanto, invece ho imparato di più stando sempre fermo sullo stesso posto. Sprofondai così in una preghiera che non ero più in terra, ero più rivolto al cielo che in terra”, racconta Pietro, giunto dall’Olanda 30 anni fa per cambiare definitivamente vita, e trovando sulle vette dell’Appennino umbro la sua dimensione e una grande amicizia con Dante, inizialmente spaventato dal suo aspetto e dalla scelta di fare l’eremita a circa 1000 metri di altitudine. I due amici sono i protagonisti di questo documentario insieme al paesaggio sconfinato e suggestivo, ultimi testimoni di un’epoca che non c’è più, di un’esistenza lontana dal trambusto della vita “moderna”. Con loro il giovane Manuel che ha scelto la solitudine delle montagne alla frenesia della città, e Fabiano e suo padre Alfredo che allevano mucche in alta montagna percorrendo ogni giorno 10 chilometri di strade impervie. Un documentario che mostra un luogo “sospeso tra cielo e terra”, quasi un non luogo dove il tempo degli abitanti è scandito dalla natura, dalle stagioni, in una quiete irreale, in cui è piacevole e istruttivo ascoltare in particolar modo le profonde e sagge riflessioni di Pietro.
Caterina Sabato - Cinemaitaliano.info

 

 

Backstage