sbar home
 


Biofilmografia

Il muro del passato con Leonardo Laurelli (2006)

Nella foto soprastante Sbarretti è insieme a Massimo D'Antonio (il sociologo con cui ha collaborato per diversi anni) e a Giorgio Armillei, Assessore alla Cultura di Terni nel 2014, durante la presentazione di Io rifletto. Nel 2014 viene scelto come attore per il film "Italy in a day" di Gabriele Salvatores (foto sotto). Andrea Sbarretti in alcune produzioni appare anche davanti alla macchina da presa come attore.  Come ad esempio in "Lontano da tutti", in cui interpreta il ruolo di un abitante della montagna.

Il film racconta l'esilio volontario di un operaio della TK-AST. Nei precendenti film (La sella del vento e Don Pierino) Sbarretti si era avvalso di una troupe; in Lontano da tutti, torna all'origine: realizza un film senza troupe, occupandosi di tutti i ruoli tecnici (regia, fotografia, suono, scenografia, montaggio, ecc) e questa volta ricopre appunto, anche un ruolo da attore.

 

(Italy in a day - 2014)

 

 

Il cinema di Sbarretti è un cinema asciutto, disincantato. Sembra quasi che i sogni non esistano, sono cancellati nel condominio delle vite disilluse. Questo è il suo immaginario, odora di minestrone e di bitume, di bagno schiuma e di sudore. (Prof. Raffaele Federici – Docente Sociologia)
 
Sbarretti mette il proprio sguardo a disposizione, dando voce genuina a una provincia che spesso viene relegata in un ambito marginale quasi che solo le grandi città contassero in Italia (salvo poi ricordarsene in tempi di elezioni per vantare la 'conquista' di luoghi destinati poi a rientrare in un cono d'ombra). (Giancarlo Zappoli - Mymovies)

C’è un sottile filo di rassegnata normalità a collegare tutte le storie proposte da Sbarretti, tanto semplici e schiette quanto mai profonde. (Noemi Matteucci - Umbria24)

Andrea Sbarretti è un regista coraggioso, spregiudicato, avulso da ogni condizionamento, capace di operare in maniera esasperata, sia sul piano tecnico che su quello contenutistico. (Francesco Castellini - Il giornale dell' Umbria)

 

Andrea Sbarretti è un cronista. E' uno che non ci mette nulla di suo. E' uno che va e racconta la realtà com'è. Lo fa in maniera cruenta. Va, quasi come uno sciacallo dopo una disgrazia a raccogliere quel poco che rimane. E questo è rivoluzionario, perchè ci racconta quello che noi siamo e ce lo racconta senza ammortizzatori, senza air bag. (Massimo D'Antonio - Teleterni)

 

Come il ciabattino Orneore Metelli negli anni Venti e Trenta raccontava la vita cittadina, così Sbarretti con le tecnologie visive del terzo Millennio pone l’accento su aspetti inediti della vita di provincia utilizzando scene “forti” e nette. C’è glamour, c’è trash e anche un pizzico di filosofia. E’ un quadro naif, come naif è Sbarretti in tutti i suoi lavori. (Andrea Fabbri - La Nazione)

 

Sbarretti racconta in presa diretta con taglio neorealistico "lo stato delle cose", per dirla alla Wim Wenders, per fotografare attraverso il cinema il mutamento del costume italiano. (Antonio De Angelis - Il Messaggero)

 

Andrea Sbarretti è un regista indipendente, uno dei più prolifici. Nell' opera di Sbarretti c'è l' indissolubilità con il territorio. Non ama molto gli interni, preferisce girare all aperto in ampi spazi facilmente identificabili perché anche l'ambiente è protagonista delle sue storie.  (Claudio Talamonti)

 

Terni / 1972. Diplomato all' Istituto Tecnico Industriale nel 1991, laureato in Scienze e Tecnologie della Produzione Artistica nel 2007 con una Tesi su Paolo Sorrentino. Nel 1995 si trasferisce a Saronno, dove rimarrà per 6 mesi a lavorare su una fabbrica in cui si producono tubi in titanio: la Cesinox situata a Gorla Minore (VA) affiliata all' Acciai Speciali Terni. Nel 1996 viene assunto dall' Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.

Inizia l'attività cinematografica nel 2000 realizzando numerosi cortometraggi, con cui partecipa ai Festival locali. Nel 2006 inzia le riprese del primo film, dal titolo "Il muro del passato" il cui cast è composto da attori alla prima esperienza. Il film è stato realizzato in solitaria, senza troupe. Nel 2008 gira la prima delle 3 serie televisive dal titolo "Duemila30", docufilm sulla realtà umbra che saranno programmate a Teleterni, in collaborazione con Massimo D'Antonio.

Nel 2009 realizza il secondo lungometraggio, dal titolo "La sella del vento" che uscirà al Cinema Politeama di Terni. Il film, tratto da un libro è ambientato sul monte Terminillo e a Narni. Tre ragazzi ed una ragazza si ritrovano dopo 20 anni di distanza.  Nella produzione del film entra Doriano Morani, futuro co-produttore di "Don Pierino".

La sella del vento (2009)

Le riprese del film sulla vita di Don Pierino Gelmini, sono state effettuate proprio all'interno del Molino Silla di Amelia, sede della Comunità Incontro. Alcune delle comparse, sono i ragazzi in cura presso la Comunità. Il film è uscito in alcuni cinema dell' Umbria e programmato in 3 TV locali. Nell'estate 2011 Andrea Sbarretti inizia le riprese di un nuovo lungo progetto: raccontare l' Umbria in 33 documentari. Nasce "Io Rifletto" dei docufilm che raccontano la realtà delle giovani generazioni. Un viaggio attraverso oltre 30 tappe, che va da Perugia a Foligno, passando per Spoleto, per arrivare al Trasimeno, al lago di Corbara, Cascia, Norcia per sconfinare a Sipicciano (Viterbo) e Rieti. I docufilm si caratterizzano per una maniacale presentazione della topografia dei luoghi con il sonoro registrato in presa diretta; elementi che hanno avvicinato Io rifletto alla Nouvelle Vague. (foto sotto con Giovanni De Cesaris a Spoleto - 2015)

 

(Don Pierino - 2011)

 

La trama del suo quinto film  prende spunto da una puntata di Io rifletto, dedicata a Norcia.

"Il lento inverno" parla del dopo sisma che ha colpito Norcia nel 2016. Nella foto in basso, Andrea Sbarretti sta realizzando le prime riprese del film a Castelluccio di Norcia distrutto dal terremoto.